ISKRA Cooperativa Sociale Onlus


Vai ai contenuti

AIUTACI A DARE UNA MANO!!!!
DEVOLVI IL TUO

A ISKRA COOPERATIVA SOCIALE ONLUS
CODICE
04 65 37 50 580


INVIA IL TUO CURRICULUM AL SEGUENTE INDIRIZZO


personale.iskra@tiscali.it

CHI SIAMO


La
Cooperativa Iskra si è costituita a Roma il 13 febbraio 1980.

"E' una Cooperativa che condivide obiettivi comuni, assume gli intenti fondamentali, lo spirito e la cultura dei principi di mutualità del movimento cooperativo, senza fini di speculazione privata.
E' composta da diversità che tentano di unirsi, flessibili al cambiamento e aperte al nuovo, da operatori sociali che vogliono cambiare le cose con il loro lavoro, da un insieme di desideri ed emozioni con una sensibilità comune, da individui che credono nel lavoro di gruppo e nella solidarietà".


Iskra siamo noi che vogliamo lavorare insieme affinchè siano garantiti i diritti fondamentali dell'essere umano e la dignità delle persone e per favorire l'autonomia, la crescita e l'integrazione sociale, promuovere benessere e consentire il miglioramento della qualità di vita.

Lavoriamo per attivare reti sociali di strutture e persone, concretizzare l'idea di qualità partecipata in termini di:

  • contenuti da definire;
  • metodo per operare;
  • servizi da progettare e gestire;
  • processi territoriali da attivare;
  • senso e competenza lavorativa;


e ancora per: creare legami, prendere coscienza, formare e formarci, organizzare, sviluppare, creare relazioni competenti, continuare a progettare, finalizzare la nostra creatività, contrastare le ingiustizie, evolvere, risvegliare, condividere dare significato.

Per questo offriamo servizi diversificati ed efficaci. Entriamo in relazione e costruiamo ponti solidi tra la persona e il territorio di appartenenza. proponiamo e produciamo innovazione attraverso azioni sperimentali capaci di attivare sviluppo quindi cambiamento sociale.

Lavoriamo per la persona, la famiglia, l'infanzia e la comunità territoriale...
crediamo in valori che danno importanza alla partecipazione, al lavoro di rete, al lavoro di gruppo, alle relazioni, alle diverse sensibilità degli individui alla pace, alle emozioni, al sorriso...





VIENI A TROVARCI SU


LA NOSTRA CARTA DEI SERVIZI


PIACERESCALO

Centro di ascolto e prevenzione al benessere


E' uno spazio aperto dove adolescenti, giovani e adulti, individui e famiglie, legati al territorio di Monterotondo Scalo, hanno la possibilità di ottenere informazioni, scambiare pareri e chiedere aiuto, per tutelare il proprio diritto alla salute e prevenire l'aggravarsi di stati di incertezza o malessere.


scarica brochure

CENTRO PER LE FAMIGLIE "LA LOCOMOTIVA"


EVENTI - INIZIATIVE - DOCUMENTI.......

........

Domenica, 10 luglio dalle 17.00 alle 23.30

SCENDI, SI MANGIA IN STRADA

IV Festival dei Cibi di strada a Monterotondo


Dalle ciambelle a zampa al panino con la porchetta, dalle pizze fritte al kebab e tante altre prelibatezze: un vero e proprio mercato di strada che si snoderà per le vie di Monterotondo tra tradizione, storia ma anche voglia di cambiamento e contaminazione tra popolazioni, generazioni e contesti diversi. Questo e molto altro vuole essere Scendi, si mangia in strada, IV Festival dei cibi di strada, previsto per domenica 10 luglio a Monterotondo.

Per il quarto anno consecutivo, le equipe del Centro Diurno Anziani Fragili “Elianto” e dell’educativa di strada “Strambinstrada” mettono insieme le forze e promuovono un evento per favorire l’inclusione sociale e in cui il cibo diventa strumento di aggregazione e condivisione tra mondi diversi, ma non lontani. Anziani, giovani, amministratori locali e quanti vorranno partecipare si incontreranno su un terreno neutro, la strada, e mangiando e bevendo condivideranno la loro idea di città accogliente e inclusiva.
Alle 18:00 si terrà il dibattito Dal desiderio alla città. Percorsi di responsabilità condivisa. Esponenti politici locali e regionali, operatori del sociale, urbanisti e singoli cittadini sono chiamati a confrontarsi su desideri e speranze per un territorio sempre più rispondente alle esigenze dei suoi abitanti. Convinti che proprio in un momento di crisi economica e sociale possano nascere nuove iniziative e si possano coltivare nuove ambizioni, i promotori del Festival hanno pensato a un incontro in cui diverse realtà possano rivedere il modello di città al fine di individuare risposte concrete a bisogni evidenti.
Interverranno:

MAURO ALESSANDRI, Sindaco Comune di Monterotondo, Vicesindaco Area Metropolitana
RICCARDO VARONE, Assessore alla Cultura Comune di Monterotondo
ANTONELLA PANCALDI, Assessore Servizi Sociali Comune di Monterotondo

MARTA BONAFONI, Consigliere Regione Lazio

CLAUDIA BONFINI, Presidente Cooperativa il Pungiglione
MAURIZIO SIMMINI, Presidente Iskra Coopertativa Sociale Onlus
ALESSIA FEDELI, Coordinatore Cedaf Elianto per Iskra Coopertativa Sociale Onlus

ALESSANDRO VATTIMO, Coordinatore progetto Eurialo cooperativa Iskra e Folias
SERENA ORCUIRE, Dipartimento di Architettura Roma Tre
FRANCESCO CARERI, Facoltà di Architettura Roma Tre
ANNA PAOLA DI RISIO, Urbanista
GIULIANA VAZZA, Preside Istituto D’Istruzione Superiore “Angelo Frammartino”
MODERATRICE: VIVIANA FINI, psicologa e psicoterapeuta

L’appuntamento è per domenica 10 luglio, a partire dalle 17, tra via Cavour e Piazza Duomo, a Monterotondo.



CENDI RACCONTIAMO LA STRADA


Raccontare la strada in 2000 battute? Si può fare.
Dalla collaborazione con Scendi si mangia in strada, coop. Iskra Onlus, Centro diurno Elianto e LIbrinfestival nasce la prima edizione del concorso letterario
"Scrivi, si racconta la strada".

Invitiamo tutti, piccoli, grandi, medi a partecipare e iscriversi al concorso, inviando una mai all'indirizzo
cedaf.elianto@libero.it, con nome, cognome, luogo di residenza e indirizzo mail o telefono.

L'iscrizione è fondamentale ai fini della ammissione al concorso.

I manoscritti dovranno contenere max una cartella, circa 2000 battute spazi inclusi, essere inviati all' indirizzo di posta elettronica cedaf.elianto@libero.it, entro e non oltre il 1 luglio 2016. I premi verranno assegnati il 10 luglio nell'ambito della manifestazione "Scendi, si mangia in strada" che si terrà in P.zza Duomo e vie limitrofe a Monterotondo
.







INIZIATIVE DELLA GIORNATA


TORNEO DI CALCETTO, BILIARDINO E GIOCHI DI PIAZZA a cura del centro di aggregazione AREA 51 del PROGETTO EURIALO
I GIOCHI DI UNA VOLTA E MERENDA a cura del centro diurno anziani fragili ELIANTO
TORNEI SPORTIVI a cura dell'associazione QUELLI DELLE MIMOSE
LABORATORI MUSICALI a cura dell'associazione MIND THE FLOW
ANIMAZIONE PER BAMBINI a cura di KATIA
VIDEO RIPRESE a cura dello SPAZIO GIGI
SIMULATORE DI SCUOLA GUIDA a cura dell'autoscuola FABI E FABI
MERENDA a cura del BAR GREY CAFFÈ PIAZZA DELLE MIMOSE
FITNESS IN PIAZZA a cura della PALESTRA FONTE NUOVA FITNESS
PERCORSI DI PREVENZIONE a cura della CROCE ROSSA ITALIANA

...insieme è meglio




"PEPPINO VIVE NEL PARCO"


IL
9 MAGGIO di ogni anno commemoriamo l'assassinio di Peppino Impastato a cui è dedicato il Parco Collina della Pace.

Parliamo del suo impegno, dei suoi articoli di giornale e di poesie, delle sue trasmissioni radiofoniche a Radio Aut, ma soprattutto prendiamo forza dalla sua tenacia, dalla sua ostinazione nella lotta per la legalità...contro la rassegnazione!

Gli anziani fragili del Centro Diurno
LA FATA CARABINA della Cooperativa Iskra partecipano a questa giornata attraverso una piccola performance di lettura alla commemorazione dell'assassino di Peppino Impastato integrandosi con gli altri eventi organizzati dall'Associazione Collina della Pace e dall'Associazione Libera.



Breve Spot del laboratorio per anziani di Fonte Nuova
che partirà il

27 Maggio alle ore 8,30


presso i locali del Progetto Areacinquantuno Eurialo
Comune di Fonte Nuova


Spot Laboratorio





PENSARE POLITICO NELLA COOPPERAZIONE SOCIALE: INTERVISTA A MAURIZIO SIMMINI, PRESIDENTE DI
ISKRA COOPERATIVA SOCIALE ONLUS

4 maggio 2016 Monica Mastroianni


La "buona" cooperazione sociale può emanciparsi da quanto emerso dall'inchiesta Mafia Capitale solo continuando a perseguire il suo obiettivo primario: il benessere dei cittadini e dei territori. La cooperazione è "politica attiva" e lavora ogni giorno per creare relazioni e promuovere servizi che rispondano soprattutto alle esigenze dei più deboli. Così Maurizio Simmini, presidente della cooperativa sociale Iskra, ci introduce uno dei temi che sarà trattato durante il convegno Fare economico, Pensare politico, Agire sociale: modelli virtuosi per il benessere socio-economico del territorio - 5 maggio, ore 15 - Teatro Ramarini, Monterotondo

Presidente, in vista del convegno del 5 maggio dal titolo "Fare Economico, Pensare Politico, Agire sociale: modelli virtuosi per il benessere socio economico del territorio", continuiamo ad approfondire le tematiche che saranno affrontate. Spieghiamo subito cosa intendiamo per "Pensare politico"
Con "pensare politico" intendiamo un'idea di relazioni, rapporti con persone e cose che ci circondano, che evidenzi le modalità per ottenere la buona convivenza ed il benessere di una comunità. Significa avere una visione che privilegi il libero scambio di idee, senza prevaricazioni, per la costruzione comune di spazi vitali. Ma vuol dire anche essere in grado di individuare risposte appropriate a bisogni evidenti. Il "pensare politico" deve essere supportato da una capacità di programmare che consenta di pianificare le risposte più utili e di definire le priorità, tenendo sempre presente l'obiettivo da perseguire: il benessere delle persone. Il pensiero politico definisce una visione del mondo in cui desideriamo vivere, ma ne declina anche le modalità per poterlo ottenere.


Il concetto di pensare politico è sempre appartenuto, con diverse declinazioni, alla cooperazione sociale. Oggi, quanto scoperto dall'inchiesta Mafia Capitale ha travolto il terzo settore, infangando anche le buone pratiche. Come fare per riportare al centro del dibattito il ruolo delle cooperative come "costruttori di ponti" e promotori presso le istituzioni delle esigenze reali della cittadinanza?
Credo che ancora più del "pensare politico" sia il "fare politico" l'elemento che contraddistingue la cooperazione sociale oggi. La cooperazione sociale fa "politica attiva" sui territori per creare relazioni, unire nodi della "rete territoriale", promuovere uno scambio utile per attivare circoli virtuosi, valorizzando soprattutto le persone in difficoltà. Il concetto che si è diffuso dopo Mafia Capitale ha un potenziale distruttivo enorme. Generalizzare indistintamente senza distinguere chi delinque da chi è "sano" e portatore di principi moralmente alti, induce all'annientamento del lavoro comune, della solidarietà, del principio di sussidiarietà al quale siamo indirizzati. Solo continuando a "fare" onestamente il nostro lavoro possiamo emanciparci dalle brutture che contraddistinguono questo periodo. Lavorare a progetti e idee utili per i cittadini ci permetterà di non disperdere un patrimonio di esperienze maturate nel tempo. Anche la Pubblica Amministrazione deve, però, fare la sua parte. Bisogna definire modalità diverse di selezione degli organismi che operano nel sociale. Le gare che si ritengono con "offerta economicamente più vantaggiosa" per le cooperative sociali, che non prevedono profitto (NO PROFIT ) e che hanno il 95% dei costi per il personale, non eliminano il malaffare nel settore delle imprese sociali, anzi ne accentuano la presenza e contribuiscono, al contrario, a disgregare il lavoro sociale.


Durante il convegno saranno presenti anche degli amministratori locali che hanno applicato sui loro territori dei modelli virtuosi nella gestione dei servizi sociali. Queste buone pratiche dimostrano che la politica è ancora in grado di essere vicina alla cittadinanza e leggere le difficoltà sociali. E' quindi una questione di volontà politica o ci sono delle otivazioni più strutturate che ostacolano lo sviluppo di modelli virtuosi?
È necessaria e fondamentale l'attenzione della politica per risolvere i problemi. Un'attenzione che deve prevedere studio e approfondimento prima di fornire risposte. Esiste ancora una politica attenta, e la si ritrova soprattutto sui territori delle Amministrazioni locali, dove è possibile attivare buone prassi, grazie anche all'apporto progettuale proprio della cooperazione sociale, che con il lavoro quotidiano riesce a ottimizzare azioni e risorse. Molto spesso, però, i servizi sociali degli enti locali soffrono la carenza di investimenti e di personale. Questo impedisce una seria e attenta lettura dell'evolversi dei bisogni che crescono e si modificano nel tempo, tanto da richiedere interventi e modalità di approccio diversi. In questo la cooperazione sociale è strumento utile per individuare nuove strade e mettere a punto una nuova progettualità. Anche la politica può essere - come dimostrano i modelli virtuosi che abbiamo voluto portare al convegno - attenta e risolutrice rispetto ai bisogni dei cittadini.


Chiudiamo con una riflessione sul futuro. Oggi cosa possono e devono fare le istituzioni nazionali e locali per salvaguardare la cooperazione sociale dai tagli e dalla razionalizzazione e permetterle di mantenere il ruolo centrale di mediatore tra i cittadini e la politica?
Prevedere modalità di confronto diverse, dare piena attuazione alle leggi esistenti che implicano l'azione della cooperazione sociale al fianco della Pubblica Amministrazione. Dare maggior spazio alla co-progettazione per meglio attivare i processi di conoscenza delle problematiche legate al sociale, utilizzando al massimo le esperienze e le buone pratiche. Conoscere bene il lavoro della cooperazione sociale permette, infatti, a tutti di superare i pregiudizi esistenti e di mettere a frutto ciò che di buono si è prodotto negli anni. D'altra parte la politica economica del nostro paese deve individuare nuove priorità. Pensare agli interventi sociali come ad un lusso che non ci si può permettere in tempi di crisi è un qualcosa che mina una comunità alla base. Pensare di tagliare la spesa sociale, cioè la spesa prevista per le persone che più vivono un disagio, le persone più deboli, significa non avere la giusta idea di comunità e favorire, così, il divorzio tra i cittadini e le istituzioni. Sostenere la spesa sociale in modo più adeguato è una priorità per dare un nuovo impulso all'economia, per liberare energie, per ridare alla cittadinanza quel senso di coesione che si è perso nel corso degli anni.

SERVIZI SOCIALI A RISCHIO E COOPERAZIONE PRECARIA: IL GRIDO DI ALLARME DEGLI ENTI LOCALI E LE RISPOSTE INSUFFICIENTI DELLA POLITICA


9 maggio 2016 Monica Mastroianni


Partecipazione, confronto e un pizzico di amarezza: sono forse questi i tre elementi essenziali che hanno caratterizzato il convegno Fare economico, Pensare politico e Agire sociale, tenutosi lo scorso 5 maggio presso il Teatro Ramarini di Monterotondo.
L'incontro ha risposto in pieno alle aspettative dei promotori, le cooperative sociali Iskra, Folias eIl Pungiglione. Di fronte a una sala gremita, i relatori hanno potuto confrontarsi e dibattere sulla cooperazione sociale e lo hanno fatto - in alcuni momenti - anche sottolineando con fermezza le evidenti divergenze di opinione.

Il dibattito si apre con il costituzionalista Gaetano Azzariti che parla della necessità di rimettere al centro delle politiche nazionali e locali la dignità della persona, concetto su cui si basa il testo della nostra Costituzione. Azzariti auspica che si possa arrivare a parlare di una "Repubblica del Welfare" che abbia come scopo il benessere collettivo. Oggi - dice il costituzionalista - la politica dovrebbe dare ai cittadini il diritto alla ricerca della felicità.
Ma i numeri parlano chiaro e evidenziano l'esistenza di profonde disuguaglianze sociali nel nostro Paese. Giuseppe De Marzo, responsabile della campagna "Miseria ladra" dell'associazione Libera,parla di tre derive che bisogna scongiurare. E' necessario, secondo De Marzo, abbandonare l' universalismo selettivo, un concetto che andrebbe sostituito con quello di universalismo di dignità. Non possiamo accettare -dice - il diffondersi del darwinismo sociale,ovvero quel principio secondo il quale "se una persona perde il lavoro è per colpa sua" e dobbiamo combattere l'istituzionalizzazione della povertà. "Per arginare queste tre tendenze culturali - sostiene il referente di Libera - è fondamentale dare una lettura complessiva della crisi e non tecnicistica. Chiediamo che le politiche sociali vengano messe fuori dal patto di stabilità e che venga introdotto il reddito di dignità".

Bastano poche sollecitazioni per entrare nel vivo del dibattito e portare sul tavolo le profonde divergenze tra mondo del sociale e politica nazionale. Ileana Piazzoni, segretaria della commissione affari sociali della Camera dei Deputati, difende il concetto di universalismo selettivo e sottolinea subito che il governo ha stanziato 1 miliardo per la lotta alla povertà. Purtroppo però, come fanno notare da più parti, questa cifra è assolutamente insufficiente a coprire i bisogni deglioltre 4,5 milioni di italiani in povertà assoluta. La deputata del Pd non manca di sottolineare che spesso, a suo avviso, gli operatori sociali e le organizzazioni del terzo settore non conoscono approfonditamente le questioni di cui parlano, avendone solo una visione parziale.

Inizia così a delinearsi un solco tra due mondi, tra l'alto e il basso, tra la politica nazionale e quanti sostengono, con il loro lavoro (non sempre riconosciuto e retribuito) il welfare del nostro Paese. In sala inizia a percepirsi un malcontento generale, gli operatori e le organizzazioni presenti non si riconoscono nella descrizione fredda e distaccata che si fa del loro lavoro, del loro ruolo sociale. La politica si dimostra lontana dalla loro quotidianità. Intervengono Rita Visini, assessora alle Politiche sociali della Regione Lazio, Rodolfo Lena, presidente Commissione Politiche sociali e salute della Regione Lazio e Mauro Alessandri, sindaco di Monterotondo.
Alessandri lancia subito il suo grido di allarme rispetto alla situazione in cui versano i comuni nella gestione dei servizi sociali per la carenza di risorse economiche. Nonostante Monterotondo sia uno dei comuni del Lazio con la maggiore spesa sociale pro capite, come ha ricordato - dati alla mano - Angelo Marano della campagna Sbilanciamoci!, l'amministrazione affronta tutt'ora grandi difficoltà che, dice il sindaco, riesce a sostenere solo grazie a lavoratori e lavoratrici che sono disposti a lavorare anche a fronte dei notevoli ritardi nei pagamenti degli stipendi. Ma il messaggio del primo cittadino di Monterotondo sembra non far breccia. Rodolfo Lena non intravede alcuna possibilità di miglioramento dello scenario economico per le politiche sociali regionali: "le risorse sono queste e queste devono bastare". Rita Visini, invece, prende la parola per ricordare alla platea i grandi sforzi affrontati dalla Regione Lazio dall'elezione di Zingaretti e della sua giunta. Sforzi che i cooperatori sociali e lo stesso sindaco Alessandri riconoscono, ma che evidentemente non sono sufficienti a rispondere alle necessità reali dei cittadini.

Eppure soluzioni alternative ci sono e possono essere messe in pratica, come dimostra Felice Scalvini, assessore ai Servizi sociali e alla famiglia del comune di Brescia. A sentire la sua testimonianza sembra tutto abbastanza semplice e fattibile, con il suo racconto pare dire a chi ascolta che è "solo una questione di volontà". Lui, infatti, come amministratore locale si è "solo" limitato ad avere una visione diversa della gestione del welfare e ad applicare leggi già esistenti. Ha così realizzato una città a "zero gare", in cui i servizi sociali non vengono più affidati attraverso gare d'appalto, ma gestiti in co-progettazione con la cittadinanza e le realtà territoriali, attraverso un sistema di accreditamento. I servizi sociali non possono essere pensati - dice Scalvini - come se fossero solo di competenza comunale. L'assessore ha avviato una vera e propria trasformazione della macchina pubblica, aprendo al dialogo e al confronto con la città e trovando insieme soluzioni utili e funzionali ai bisogni riscontrati. L'obiettivo - ha dichiarato - è quello di creare un welfare di comunità. Anche a Roma abbiamo modelli virtuosi di gestione dei servizi sociali. Fabio Magrini, ci parla dell'esperienza di co-progettazione del XII municipio, lanciata quattro anni fa e che oggi rappresenta un progetto apripista per il territorio.
Come fare per esportare e moltiplicare gli questi esempi virtuosi? Forse il problema è che non si tratta di meri modelli schematici, ma di una visione innovativa che, evidentemente, non appartiene a tutti. L'amministrazione comunale di Monterotondo (il sindaco Alessandri e l'assessora alle politiche sociali Antonella Pancaldi) si mostrano interessati alla gestione delle politiche sociali avviata a Brescia e vorrebbero capirne di più, ma gli altri relatori politici non lasciano intravedere alcun cambio di rotta per il prossimo futuro.

In conclusione, il convegno è stato un'ottima occasione di riflessione sul ruolo della cooperazione sociale nel nostro Paese, su come vengono gestite a livello nazionale e locale le politiche sociali e su quale importanza ricoprono per la macchina amministrativa. Buona la partecipazione del pubblico costituito da lavoratori del sociale, rappresentati istituzionali e organizzazioni del terzo settore. Ottimi i propositi per il futuro delle tre cooperative sociali Iskra, Folias e Il Pungiglione che hanno intenzione di mantenere vivo il rapporto con la rappresentanza politica e farsi promotori di altri eventi in cui le istituzioni incontrino il terzo settore. Unica nota dolente: la constatazione che esiste ed è molto marcato lo scollamento tra la politica e quelli che dovrebbero essere i suoi interlocutori, tra le istituzioni e le esigenze dei cittadini, tra l'"economia del realismo" e intere fasce di popolazione che vivono ai margini della società e che continuano a non avere voce. Sono, allora, questi i nodi cruciali e contraddittori su cui bisogna lavorare e che bisogna riuscire a districare.


AGIRE SOCIALE TRA POLITICA E COOPERAZIONE. INTERVISTA A CLAUDIAQ BONFINI, PRESIDENTE DELLA COOPERATIVA IL PUNGIGLIO0NE

3 maggio 2016 Monica Mastroianni



“La cooperazione sociale e le istituzioni devono ritrovarsi e individuare degli spazi comuni di confronto per un’azione sociale solida e realmente finalizzata al benessere dei cittadini”: così Claudia Bonfini, presidente della cooperativa sociale Il Pungiglione ci ha introdotto il convegno “Fare economico, pensare politico, agire sociale: modelli virtuosi per il benessere socio economico del territorio” che si terrà il 5 maggio, a partire dalle 15, presso il Teatro Ramarini di Monterotondo.

Presidente proseguiamo il nostro ciclo di interviste spiegando il concetto di “agire sociale”. Cosa significa per la cooperazione sociale?
Agire sociale per la cooperazione sociale significa non essere meri prestatori e erogatori di servizi. Significa produrre valore aggiunto sui territori attraverso la gestione dei servizi che devono essere considerati un mezzo e non un fine. Non parlo solo dei servizi socio educativi e socio assistenziali o di prevenzione, ma anche dei servizi di produzione e lavoro, come la gestione del verde pubblico. L’inclusione lavorativa è, infatti, un adempimento previsto dalla Legge n° 381 del 1991, è un mandato dato dalla costituzione.
La Cooperazione Sociale ricopre un ruolo fondamentale sancito dalla Costituzione Italiana, l’art. 45 recita: “La Repubblica riconosce la funzione sociale della Cooperazione a carattere di Mutualità senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli il carattere di finalità”.
Agire Sociale, significa abitare il territorio, ridisegnare e ricostruire con i cittadini il senso di comunità, ma questo si realizza solo quando il lavoratore sociale ha un approccio olistico al proprio lavoro, quando intesse relazioni non solo con gli utenti dei servizi, ma con le famiglie, con gli abitanti dei quartieri delle città. Quando interagisce con la politica.
La cooperazione sociale, attraverso l’Agire sociale svolge un ruolo politico in senso “apartitico” all’interno delle comunità in cui vive e si sviluppa.

L’agire sociale è stato, negli ultimi anni, sacrificato sull’altare degli interessi di singoli o di lobby, in gran parte del nostro Paese. Tuttavia, ancora esistono dei luoghi di “resistenza” in cui l’agire collettivo riesce a tenersi a galla. Lì dove questo sentire è ancora vivo quali sono i benefici per i cittadini?
La resistenza in questo momento è il motore, la spinta e la sfida più grande in cui si trova ad agire la cooperazione sociale. E’ energia positiva che ci sostiene nella quotidianità. Resistere significa continuare a credere nei propri valori.
Oggi sembra esserci un divorzio tra la politica e il mondo del sociale. Questo scollamento, vissuto in alcuni contesti con molto disagio dalla cooperazione sociale, ha prodotto resistenza, una resistenza tesa a mantenere vivo il modello di impresa “etica” a cui ci siamo sempre ispirati. Il nuovo codice sugli appalti, ad esempio, azzera il valore della cooperazione sociale, introducendo una serie di concetti a noi lontani, come il principio della rotazione che implica l’alternanza delle cooperative nella gestione dei servizi, ma non necessariamente dei lavoratori. Questo principio non tiene conto dell’adesione dei lavoratori sociali alla mission dell’impresa per la quale operano.
Mafia Capitale ha dato il colpo finale a un settore già fortemente precarizzato e, dopo gli scandali emersi, la cooperazione che crea consensi e partecipazione non rappresenta più un valore aggiunto, ma un problema.
Resistere per le cooperative sociali significa oggi dare voce ai cittadini più deboli, alle persone che vivono nell’ombra, a coloro che perdono il lavoro e entrano in un corto circuito di pudore e emarginazione. In Italia le diseguaglianze stanno aumentando, aumentano le povertà e di conseguenza aumentano le mafie. La mafia si radica laddove esistono delle fragilità e lo Stato è assente. Con il nostro lavoro intendiamo portare avanti le istanze dei più deboli. I cittadini sono il motore e l’anima della società e la cooperazione sociale ha l’obbligo di rimetterli al centro.

Iskra, Folias e Il Pungiglione come declinano “l’agire sociale” sui territori in cui lavorano?
Iskra, Folias e Il Pungiglione hanno un filo conduttore comune. Ci siamo incontrati e abbiamo costruito, nel tempo, la stessa visione di cooperazione sociale. Chiaramente abbiamo delle differenze importanti, che devono continuare ad esistere. Condividiamo l’agire sociale , cioè la capacità di lavorare e intessere rapporti per il benessere del territorio. Cerchiamo di essere visionari, ma non sognatori. Condividiamo, inoltre, le stesse posizioni politiche che cerchiamo di declinare ogni giorno con i servizi che offriamo. Il nostro obiettivo comune è di guardare al territorio nel suo insieme e di cogliere, attraverso il nostro lavoro, i bisogni della cittadinanza, analizzando le cause e non solo i sintomi. Crediamo nella partecipazione intesa come modello di lavoro da applicare alla quotidianità.

Azioni collettive e dal basso quanto possono, secondo te, indirizzare e illuminare le scelte di una classe politica sempre più distante dalle esigenze dei cittadini?
La politica per essere vincente deve partire dal basso. In questo momento la distanza è troppo forte. La politica – a mio avviso – ha smesso di confrontarsi con i cittadini, di scendere in piazza ed ascoltare i bisogni. E non sto di certo pensando alle buche, all’ illuminazione pubblica, ma alle difficoltà reali e umane che intercettiamo ogni giorno: la sopravvivenza delle persone, la necessità di avere degli spazi che producano benessere. E’ necessario chiedersi cosa significhi “benessere” per i cittadini. Io ricordo i comizi in piazza, avevano un valore. Forse risulto un po’ nostalgica e ancorata a vecchi sistemi. Ma un politico deve saper ascoltare, prima di divulgare e agire. Il sociale è la parte più importante di una città, dal sociale si ha il quadro completo dei territori. Questo non può avvenire senza scendere per le strade, avvicinare i cittadini e conoscerne le esigenze.

Come fare per riconquistare uno spazio pubblico in cui la cooperazione sociale incontri e collabori con le istituzioni per il benessere sociale dei cittadini?
La cooperazione deve ricominciare a dialogare con la politica. Dialogare con la politica non significa essere collusi. In passato la Cooperazione ha avuto un buon rapporto con le istituzioni, ci si confrontava, si costruivano insieme ipotesi. Ad oggi si è creata distanza, una distanza troppo spesso addotta alla crisi economica.
La cooperazione continua a fare ipotesi, e la politica ha timore che il confronto debba necessariamente produrre delle risposte. Ma non è cosi. Il rapporto con la politica deve essere la base di una co-progettazione della città. Le istituzioni devono riscoprire il valore della cooperazione e la cooperazione deve tornare a credere nelle istituzioni. Prima parlavo di divorzio tra politica e cooperazione sociale, forse è arrivato il momento di “ritrovarsi” e di individuare delle modalità comuni di confronto.




Lunedi` 21 marzo - ore 09.30 Casa della Pace
PONTI DI IMPEGNO E LUOGHI DI MEMORIA
XXI Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
Mercoledi` 27 aprile – ore 10.00 Teatro Ramarini
SENZA CONFINI
Istituti Superiori: Liceo Scientifico Peano e IS Angelo Frammartino
Mercoledi` 27 e Giovedi` 28 aprile - ore 15.00 Palazzetto dello sport
5° memorial basket Angelo Frammartino
Quadrangolare under 17
Giovedi` 28 aprile – ore 09.00 Teatro Ramarini
NOTE E PAROLE DI PACE
Istituti Comprensivi: Campanari, Buozzi, Giovagnoli, Pirandello (Scuole Medie)
Sabato 7 maggio - ore 10.00 Casa della pace
Presentazione ricerche VIII° Bando borse di studio Presentazione SCUOLA PENNY WIRTON – Monterotondo
Tavola rotonda « Una politica di pace, per sconfiggere le guerre, il terrorismo ed abbattere i muri »
Giovedi` 12 maggio – ore 09.00 Istituto Comprensivo Giovagnoli (palestra)
GIOCANDO CON NOTE E PAROLE DI PACE
Istituti Comprensivi: Buozzi, Giovagnoli, Pirandello (Scuole Elementari)


L'EVENTO AVVERA' DURANTE I SEGUENTI GIORNI : DAL 21 MARZO AL 12 MAGGIO

scarica volantino



"Viviamo una fase di incultura costituzionale che porta distanza dai diritti. [...] La cultura è anche quella che il sistema politico diffonde e in questi anni è stata diffusa una cultura politica con una forte disattenzione nei confronti dei diritti dei cittadino" così Gaetano Azzariti, costituzionalista, tra i relatori del convegno FARE ECONOMICO, PENSARE POLITICO E AGIRE SOCIALE: MODELLI VIRTUOSI PER IL BENESSERE SOCIO-ECONOMICO DEL TERRITORIO. Monterotondo - 5 maggio - ore 15




scarica volantino




Nasce una nuova biblioteca nel quartiere Finocchio, in un'area confiscata alle mafie.

sabato 23 aprile ore 15

Biblioteca Collina della Pace, via Bompietro 16


L'inaugurazione di questo presidio periferico rappresenta il culmine di un percorso iniziato anni fa con l'abbattimento di un ecomostro.
Oggi l'edificio è in grado di offrire un servizio di vitale importanza, ospitando una delle più belle e moderne biblioteche della capitale, con un patrimonio librario di tutto rispetto che comprende anche diversi volumi donati dal Presidente Emerito Giorgio Napolitano.
Con il contributo delle numerose associazioni del territorio viene a crearsi un vero e proprio polo culturale che va ad aggiungersi alle già attive 38 Biblioteche di Roma.

scarica volantino















La lotta alla mafia significa lavoro e scuola
17 ottobre in tutta Italia in piazza con "miserialadra"
x dichiarare illegale la povertà




La lotta alla mafia significa lavoro e scuola, Il presidente di Libera, Luigi Ciotti ricorda che il “17 ottobre in tutta Italia scenderemo in piazza per il reddito di dignità che l’Europa chiede da anni. Non vogliamo dei tamponi come viene fatto spesso in Italia, ma un grande progetto per la dignità delle persone.” Per questo motivo saremo nelle maggiori città Italiane con iniziative in luoghi simbolo del contrasto alla povertà e della riaffermazione dei diritti.

Lazio | Roma – Teatro Ambra Jovinelli, Via Guglielmo Pepe, 43 alle ore 11:00

Lazio | Roma – Commemorazione sulla lapide di San Giovanni in Laterano e messa in Basilica alle 18:00.

Umbria | Città di Castello (PG) – Nell’ambito del festival Altrocioccolato, alle 17:30

Friuli-Venezia Giulia | Udine – Circolo Arci Misskappa in via Bertaldia 38 alle ore 17:00 “Dialogo a più voci”

Lombardia | Milano – Nell’ambito della Notte dei senza dimora in Piazza S. Stefano alle ore 18:00

Lombardia | Trezzano sul Naviglio (MI) – Presso Rimaflow, via Boccaccio 1, alle ore 15.30 “Testimonianze e iniziative di mutuo soccorso contro le povertà: lavoratori poveri, precari, migranti, studenti, ricercatori, senza casa…”

Basilicata | Potenza – Presso la sede dell’associazione Ce.St.Ri.M., Via Sinni snc (traversa di Via Acerenza) alle ore 10:00

Piemonte | Biella – Presso il Cantinone Della Provincia alle ore 17:00


A breve sarà disponibile l’elenco delle iniziative. http://www.miserialadra.it/17ott-le-citta/

COMUNICATO STAMPA

Visto il protrarsi delle difficoltà finanziarie e l'incertezza rispetto al futuro dei servizi le scriventi Cooperative Sociali in data odierna hanno incontrato presso il Palazzo Comunale il Sindaco Mauro Alessandri, l'Assessore ai Servizi Sociali Anna Foggia, l'Assessore al Bilancio Tonino Lupi e le dirigenti Comunali del Bilancio e dei Servizi Sociali Dott.sa Laura Felici e Dott.sa Francesca Moreschi.

Il tavolo di confronto ha rappresentato un ennesimo momento di approfondimento della grave precarietà che sta attraversando l'Italia e il welfare in particolare. Precarietà che sta ricadendo in maniera negativa sulle Cooperative e sui lavoratori costretti da mesi a sopportare erogazioni di stipendi in ritardo, anche di 6 mesi , e che sta comportando grave incertezza rispetto al futuro dei nostri organismi , dei servizi e del sistema di welfare cittadino.

I rappresentanti del Comune ci hanno rappresentato le forti difficoltà dell' Amministrazione a garantire la puntualità di pagamento delle fatture, dovute sia al taglio dei trasferimenti statali , sia alla scarsità di entrate comunali, sia ai vincoli normativi e di bilancio e sia alla impossibilità di anticipare risorse dei piani di zona finanziati dalla Regione. Nonostante questo hanno riferito della volontà di mantenere i servizi e la necessità di programmare il futuro in un quadro di stabilizzazione che tenga conto della sostenibilità economica e finanziaria.

E' stato anche recepito e sottolineato il grave rischio di dispersione di professionalità e competenze da parte dei lavoratori delle Cooperative che sono costretti dall'impossibilità di sostenere un lavoro non retribuito a cercarsi lavoro altrove.

L'incontro svolto in un clima di preoccupazione molto responsabile da entrambe le parti si è concluso con un doppio forte e chiaro impegno dal parte del Sindaco, impegno che riteniamo vada nella direzione di mantenere i servizi in vita, in particolare:

  • Preso atto della gravità dei problemi degli enti gestori dei servizi sul versante finanziario, sarà sentito in tempi brevissimi il Segretario della Regione Lazio per ottenere immediato sblocco di finanziamenti che potrà garantire ulteriori pagamenti alle Cooperative sin dalla settimana prossima se è possibile.
  • Dopo l'approvazione del Bilancio comunale del 2015, l'impegno sarà quello di autorizzare la continuità o la effettuazione di nuove gare per tutti i servizi in scadenza.


Nel rispetto dei ruoli ed esprimendo ancora grande preoccupazione per il nostro futuro, ci sentiamo fortemente impegnati a garantire la nostra collaborazione per uscire da questo momento di crisi.

Lo stiamo continuando a fare anche e soprattutto garantendo una gestione di qualità dei servizi, lo dobbiamo fare richiamando a gran voce un intervento Istituzionale forte e determinato a livello Regionale affinché il laboratorio storico di " Monterotondo " non debba chiudere i battenti per mancanza di risorse.
I Bisogni sociali stanno aumentando e gli operatori sociali non possono garantire benessere ed opportunità in un clima di incertezza.

COOPERATIVE SOCIALI ISKRA FOLIAS E PUNGIGLIONE
Monterotondo 17 luglio 2015




https://www.facebook.com/lavorosocialeSI/timeline

http://www.mysocialwork.info/

LETTERA - APPELLO AL SINDACO

La metafora abusata del bambino e dell’acqua sporca non servirebbe a spiegare le modalità da utilizzare nell’esame della cooperazione sociale romana. Per meglio dire, la cooperazione potrebbe ben essere rappresentata dall’acqua sporca, ma non esisterebbe alcun corpo sano da salvare.

Abbiamo appreso questa notizia dall’Assessore alla Legalità di Roma Capitale, Dott. Alfonso Sabella, nella mattinata di lunedì 13 luglio. La comunicazione è stata data pubblicamente, nel corso del seminario “La riforma degli appalti pubblici. Opportunità per il terzo settore e criticità sistemiche”, tenutosi presso la Facoltà di Economia dell’Università La Sapienza.

Per quanto colpiti da un’affermazione tanto grave, non cederemo alla tentazione di rinunciare al principio della rispettabilità di ogni opinione. Quello espresso dal Dott. Sabella è, appunto, un punto di vista, che immaginiamo fondato su evidenze ulteriori rispetto a quelle portate alla luce, negli ultimi mesi, dagli organi di stampa e dai media in generale. Se così non fosse, infatti, l’osservazione risulterebbe viziata da un’imperdonabile confusione tra la parte corrotta, ampiamente descritta dalle cronache, e il tutto, rappresentato dalle numerosissime organizzazioni impegnate nella progettazione e nell’esecuzione dei servizi sociali romani.

Crediamo che lapidarietà, in quanto carattere principale di un giudizio espresso in un’occasione pubblica da un rappresentante istituzionale, porti con sé dei gravissimi rischi. In questo senso, non è possibile sottovalutare la possibilità che la particolare opinione acquisti, agli occhi dei cittadini, valore di verità assoluta, soprattutto in ragione del ruolo, oltre che delle qualità personali, di chi la formula. D’altra parte, anche volendo spingersi oltre il significato letterale del giudizio pronunciato, non potremmo che sconsigliare l’uso dell’iperbole per descrivere la delicatissima situazione che investe la città.

Occorre rimarcare il peso politico assunto da un’affermazione volta a screditare un intero settore? Occorre rammentare che il giudizio offerto al pubblico da ogni membro del Governo cittadino corrisponde al giudizio dell’intera Giunta e del Sindaco? Occorre sottolineare l’offesa recata alle persone e alle organizzazioni che, giorno dopo giorno, rendono onestamente possibile l’esercizio dei servizi sociali, anche a fronte di condizioni spesso molto difficili?

Non siamo acqua sporca da gettare. Abbiamo creduto di non doverlo dimostrare per mezzo di alcuna distinzione che non sia già stata operata dalla magistratura. Abbiamo pensato, forse ingenuamente, che la politica, nella quale ci ostiniamo a credere, non avrebbe menato colpi “alla cieca”. Abbiamo sperato in una fine più rapida della reazione scomposta al fenomeno “Mafia Capitale”. Abbiamo creduto che sarebbe terminato il gioco del rimbalzo delle responsabilità dai politici ai burocrati, e viceversa. Abbiamo sinceramente pensato che un’osservazione auto-critica avrebbe condotto ciascuna delle parti in gioco alla formulazione di giudizi equilibrati e all’individuazione di prospettive profondamente condivise.
Evidentemente abbiamo fatto un errore di valutazione.

Eppure, non siamo acqua sporca. E, al momento, riteniamo di non avere alcun obbligo di dimostrarlo, fatta salva, ovviamente, l’ottemperanza ai doveri di buon funzionamento dei servizi che continuano ad esserci affidati. Reputiamo, viceversa, che l’Amministrazione abbia l’onere di provare il contrario, ovvero, di provare le proprie affermazioni.

Non abbiamo alcun timore di essere verificati in tutte le forme che saranno ritenute opportune. Ci candidiamo volontariamente, anzi, al controllo da parte delle Istituzioni, giacché soltanto un’operazione di questo genere, una volta conclusa, potrà permettere di stringere un nuovo patto fiduciario con l’Amministrazione Capitolina.

Proponiamo questa soluzione come “piano estremo”, senza chinare il capo, poiché non abbiamo nulla da farci perdonare o di cui pentirci. Proponiamo questa soluzione, nella consapevolezza che a noi non sarà consentito condurre la medesima azione nei confronti di un’Amministrazione che, limitatamente ad alcune sue parti, ci ha penalizzato, concedendo il proprio favore ai corruttori.
In realtà, non ci interessa altro che la fiducia fino ad oggi accordataci dai cittadini non sia incrinata da giudizi sommari.

Non prevediamo possibilità alcuna di “adesione d’opinione” al presente appello.
Il vero significato della proposta risiede nell’avvio di un reale processo di verifica degli organismi cooperativi firmatari.

In assenza e/o in attesa della specifica azione, saremmo lieti di constatare una rettifica del punto di vista espresso, in quanto non suffragato da elementi utili a confermarne la veridicità.

Associazione Valori in Corso
Agorà Società Cooperativa Sociale
Arca di Noè Società Cooperativa Sociale
Futura Società Cooperativa Sociale
Iskra Società Cooperativa Sociale
Magliana Solidale Società Cooperativa Sociale
Nuova Socialità Società Cooperativa Sociale
Percorsi Zebrati Società Cooperativa Sociale
Presenza Sociale Società Cooperativa Sociale
S.Onofrio Società Sooperativa Sociale

SCENDI SI MANGIA IN STRADA.........

Nessuna carovana ha mai raggiunto l’utopia,

però è l’utopia che fa andare la carovana

Proverbio magrepino


Scendi…si mangia il festival dei cibi di strada in questi 3 anni di attività ha coinvolto :

  • 35 realtà commerciali che hanno aderito attivamente all’iniziativa
  • 12 artisti di strada che gratuitamente hanno animato le strade del centro storico
  • Circa 1000 cittadini partecipanti per ciascuna edizione
  • 3 dibattiti pubblici su tematiche di interesse comune : sicurezza sociale, collaborazione tra profit e no profit, comunità e responsabilità

È con dispiacere che comunichiamo a cittadini e amici che quest’anno la IV Edizione di Scendi, si mangia in strada non potrà essere fatta.
La situazioni generale di crisi, la difficoltà nei pagamenti, bandi scaduti, l’assenza di progettualità non ci permettono di investire su questo evento utilizzando risorse interne alla cooperativa Iskra, sia economiche che di personale.

Sottolineiamo come sia una perdita importante. Abbiamo sempre progettato e realizzato
“Scendi, si mangia in strada” con grande entusiasmo, in prima battuta per noi e per tutto il territorio.
Il Festival rappresenta l’opportunità di sperimentare formule di aggregazione tra diverse parti della comunità, creando in tal modo alleanze territoriali, anche con la parte economica, che escano dai circuiti soliti, ma si contaminino e alimentino
di altro e con altro.

Crediamo che i servizi per rispettare i propri obiettivi che tendono all’inclusione sociale, debbano essere collegati con il territorio in un senso più ampio e creare legami significativi non solo con realtà simili a sé (ad esempio centri sociali anziani, altri servizi sociali) ma anche e soprattutto
con ciò che è diverso da sé e ne rappresenta la realtà di cui facciamo parte.
Ma continuare a fare come se non sia in atto un cambiamento importante nei percorsi di welfare, a fare come se tagliando risorse non ci siano ricadute significative sulla propria comunità, ci sembra di negare qualcosa di importante e tutto questo necessita di una pausa che permetta a tutti di riflettere.

UN NOSTRO SERVIZIO: IL CENTRO DIURNO INTEGRATO

Il Centro Diurno Integrato è una struttura assistenziale semi residenziale.
Svolge una funzione intermedia tra l'assistenza domiciliare e le strutture residenziali.
Si occupa della cura, dell'assistenza, della riabilitazione e riattivazione cognitiva alla persona anziana,
consentendole il mantenimento e/o recupero delle capacità conservate e il supporto alle abilità compromesse.
Svolge funzioni di sostegno alle azioni di base della vita quotidiana migliorandole cosi da consentire all'anziano
la permanenza nel proprio domicilio e ambiente di vita.

Per info telefonare ai seguenti numeri:
06.2309578- 06.2016213


scarica brochure fronte retro




_________________________________________________________________________________________

Cooperativa Sociale Onlus
Sede legale: 00169 Roma - Via M. Emilio Scauro, 18
Tel 06 2315015 - 06 2315248 - Fax 06 23219424
Sede di Monterotondo: 00016 Monterotondo - Via Panaro, 1 bis - Tel/fax 06 9068510
Cod. Fisc. e n. di iscrizione 04653750580 del Registro delle Imprese di Roma - Part. I.V.A. 01285481006
C.C.I.A.A. 455254 - Reg. Tribunale 1610/80 - iscrizione Albo Società Cooperative A103549

Home Page | Chi Siamo | Mission | Servizi | Figure professionali | Dove siamo | Contattaci | Eventi | Pubblicazioni - articoli | Link e siti amici | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu