
Bilancio Sociale 2025
Nell’anno 2025 il lavoro svolto da lavoratrici e dai lavoratori della Iskra sarebbe da considerarsi eccezionale per un risultato che, purtroppo, solo virtualmente possiamo prendere in considerazione.
Infatti, pur rimanendo importanti le difficoltà nel reperire personale nei servizi domiciliari a Roma, si sarebbe verificata una chiusura di bilancio con utile positivo se non fossero intervenuti fattori esterni alla nostra volontà e possibilità di incidere. La chiusura di un bilancio in perdita di 109.086 euro è frutto di una discrepanza tra l’aumento dei costi dei servizi per l’applicazione del nuovo CCNL e il parziale mancato riconoscimento economico da parte di Roma Capitale.
E’ evidente, nella lettura dei dati consegnati da questo bilancio, che il mancato fatturato di quest’anno, pari a 180.424,50, è dovuto nella quasi totalità alla riduzione, intervenuta a Gennaio 2025, di tutti i cosiddetti “costi indiretti” (costi di gestione, di coordinamento, ecc.) attuata da Roma Capitale. La differenza tra la cifra che definisce i mancati ricavi e la cifra della perdita, ci mostra la possibile chiusura con un utile positivo pari a 71.338,5 euro, che avremmo avuto se non ci fossero stati tagli sui costi indiretti. La scelta di Roma Capitale è frutto, però, di una trattativa, per l’applicazione del CCNL sul territorio di Roma, che ha visto protagoniste le Centrali Cooperative al tavolo con la Pubblica Amministrazione. Le cooperative del settore, convocate in seguito dalle Centrali solo per essere informate sul risultato della trattativa, hanno dovuto subire una iniqua applicazione del CCNL sul territorio romano, perché Roma Capitale voleva mantenere un equilibrio tra i costi in più da pagare per il nuovo CCNL ed il budget di spesa, previsto nel bilancio comunale, per i servizi sociali. Non è stato ritenuto opportuno, per le rappresentanze delle Centrali Cooperative, arrivare a forme di protesta incisive per definire una diversa situazione nel riconoscimento del CCNL e la gran parte delle cooperative romane, tranne la Iskra, non ha gran che protestato per il risultato finale della trattativa portata a termine in questo modo. Si rende a questo punto necessario un confronto con la nostra Centrale di rappresentanza Legacoop, affinché si definiscano modalità di astensione di Iskra dal pagamento dei contributi annuali previsti per Legacoop stessa.
Ulteriore elemento di difficoltà per il nostro lavoro è individuato nella carenza di professionalità del sociale che spesso non ci permette di soddisfare tutte le esigenze che i servizi richiedono. i motivi di questa carenza sono da imputare a diversi fattori. Uno, di carattere generale, è rappresentato dalla poca attrattività dal punto di vista economico. In Italia le retribuzioni di queste professionalità sono tra le più basse d’Europa con poche possibilità di uno sviluppo di carriera. Si è poi esaurita la spinta propulsiva degli anni settanta/ottanta, quando le motivazioni legate a una visione di società che cooperava per il bene comune, portava migliaia di giovani a fare un investimento di vita in questo settore. Le scelte politiche erano sostenute da quelle motivazioni con stanziamenti nel bilancio dello stato che hanno permesso la strutturazione e l’organizzazione dei servizi sociali. È in quel periodo che nascevano le professionalità che oggi mancano.
In definitiva, quindi, lo Stato ha disinvestito sul “sociale”, sull’integrazione sociale delle persone più fragili, sull’inclusione lavorativa delle persone svantaggiate e col passare degli anni, la spesa sul sociale, in primis nel bilancio nazionale, è stata ridotta sempre più fino a definire, oggi, una crisi delle professionalità che si configura come una crisi di sistema, con poche e difficili soluzioni all’orizzonte.
Quello che appare evidente è che per uscirne c’è bisogno di un’inversione di rotta. Sicuramente un primo passo da fare, per rigenerare il settore, deve essere proprio quello di considerare la spesa del sociale un investimento e non un costo. Riprendere a soddisfare le esigenze delle persone che vivono condizioni di disagio, il cui numero è aumentato soprattutto dopo il periodo pandemico, attraverso misure di sostegno con servizi e progetti che favoriscano integrazione sociale ed inclusione lavorativa. Ma, al contempo, bisogna sostenere e sviluppare interventi sociali di
prevenzione per i giovani, per gli anziani (educative di strada, centri diurni per anziani, ecc.) che prevengano danni non recuperabili se non con interventi e costi ben più pesanti nell’ambito sanitario (cura delle tossicodipendenze, aumento delle ospedalizzazioni, ecc).
Questo, però, significa pensare a un “sociale” diverso, più moderno e al passo con le sfide che ci attendono. Significa abbandonare l’idea di “sanitarizzare” il sociale parlando di “prestazioni”, per ricominciare a parlare di “interventi” e che siano di ampio respiro. E’ quello che, come Iskra, stiamo provando a fare almeno nel VI municipio di Roma. Stiamo proponendo un modello operativo che ci consenta di attivare modalità diverse degli interventi per una migliore organizzazione del lavoro con una ricaduta positiva sulla stabilità lavorativa e sugli interventi all’utenza. Lo stiamo facendo accompagnati dal gruppo di cooperative accreditate nel municipio VI che condividono questo percorso e che sperano in un minimo di cambiamento nella struttura del sistema domiciliare. E’ elemento fondamentale per la nostra cooperativa attivarsi nella ricerca di azioni migliorative nel lavoro sociale attraverso il confronto negli interessi comuni con la Rete territoriale per mettere a sistema idee, organizzazioni, operatività. Questo perché come Iskra, abbiamo sempre in considerazione che i servizi ed i progetti della cooperativa devono essere finalizzati all’interesse generale della comunità, garantendo, però al contempo, dignità e tutela dei diritti dei nostri lavoratori e delle nostre lavoratrici attraverso il giusto riconoscimento del lavoro, l’adeguato riconoscimento economico e mirando alla valorizzazione delle capacità professionali. Per questi motivi rimangono sempre importanti valenze e obiettivi volti a: mantenere viva la concezione dei
nostri valori che coniugano solidarietà e imprenditorialità; individuare e favorire lo sviluppo di un nostro modello di welfare che risponda sempre più ai bisogni sociali attraverso programmazione, progettazione e pluralità d’offerte tra pubblico e privato; individuare strategie di miglioramento e innovazione dei servizi.
Sempre nella costante ricerca di collaborazione con i servizi territoriali sociali e sanitari, con le istituzioni scolastiche, con gli enti formativi e le agenzie educative, con il Terzo Settore, vogliamo adoperarci al fine di:
- Migliorare la qualità di vita della persona;
- Valorizzare le risorse proprie di ogni individuo attraverso modelli specifici ed innovativi, pensati ed attuati nell’interesse della comunità e finalizzati a favorire processi di autonomia, partecipazione e potenziamento;
- Promuovere la co-programmazione e la co-progettazione tra i soggetti coinvolti, pubblici e del privato sociale, come elementi irrinunciabili per la realizzazione di servizi alla persona validi, efficaci, personalizzati ed in grado di rispondere ai bisogni della collettività.
Per far questo c’è bisogno della partecipazione e del lavoro di tutt* avendo come elementi fondanti la collaborazione e la condivisione che, attraverso la responsabilità di ognuno di noi, devono essere garantiti in cooperativa.
Ringrazio anche a nome del CdA le lavoratrici e i lavoratori della Iskra, nell’augurio di mantenere sempre alto l’impegno e la partecipazione, sono certo che lavoreremo ancora con passione per ottenere risultati migliori.
Il Presidente del CdA
Maurizio Simmini
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